La storia di Peppino Impastato; per Festival della Legalità, 1 Giugno a Chivasso

Peppino Impastato per Il Festival della Legalità, raccontato da Paola FrancoPeppino Impastato per Il Festival della Legalità, raccontato da Paola Franco

La Storia di Peppino Impastato

Festival della Legalità

A chiusura della XV edizione del Festival I Luoghi delle Parole, Sabato 1 Giugno alle ore 10.30 presso la Biblioteca Civica MoviMente di Chivasso, Paola Franco racconterà con la tecnica del kamishibai la storia di Peppino Impastato, nell’ambito del Festival della Legalità

La controinformazione che stava a cuore a Peppino Impastato è la capacità di leggere quel che resta nascosto, cercare un altro punto di vista, dare nome e volto alle cose e alle situazioni mettendoci la faccia, rischiando di persona e cercando la verità.

Il tema delle finestre chiuse

Ad ogni discorso di Peppino il paese reagiva tenendo chiuse le finestre con la scusa del caldo ma con l’intenzione ben più sottile della calura, di dimostrare l’indifferenza e l’opposizione alle sue parole e alle sue sollecitazioni.

Le finestre chiuse furono poi ripetute durante il corteo del suo funerale e anche durante il funerale della madre Felicia, che si schierò dalla sua parte isolandosi dal resto della famiglia.

Kamishibai

Il Kamishibai (紙芝居 Kamishibai), traducibile come spettacolo teatrale di carta, è una forma di narrazione che ha avuto origine nei templi buddisti nel Giappone del XII secolo, dove i monaci, utilizzavano gli emakimono per narrare ad un pubblico, principalmente analfabeta, delle storie dotate di insegnamenti morali.

La tecnica del kamishibai è rimasta nelle tradizioni del Giappone per secoli, ma ha conosciuto un momento di splendore negli anni fra il 1920 ed il 1950.
Il Gaito kamishibaiya, o narratore, si spostava da un villaggio all’altro in bicicletta ed utilizzava battere due pezzi di legno collegati da un cavo comunemente chiamato hyoshigi, per annunciare il proprio arrivo nei villaggi.
I bambini che avevano comprato caramelle dal Gaito kamishibaiya si potevano assicurare i migliori posti di fronte al palco. Una volta che si era formato un pubblico, il Gaito kamishibaiya iniziava a raccontare le proprie storie servendosi di un set di tavolette di legno sulle quali erano disegnati i vari passaggi della storia che avrebbe raccontato.
Le storie erano spesso seriali, e nuovi episodi venivano raccontati ad ogni visita al villaggio.

La rinascita del Kamishibai itinerante può essere associata con la grande depressione degli anni venti, e con la possibilità che rappresentava per i tanti disoccupati, molti dei quali erano la conseguenza dell’avvento del cinema sonoro (molti Kamishibaiya erano stati in precedenza narratori Benshi nelle sale del muto, dando voce ai protagonisti e commentando le vicende sullo schermo), di guadagnare piccole somme di denaro. L’usanza del kamishibai è stata quasi del tutto soppiantata dall’arrivo della televisione negli anni cinquanta, benché sia stata recentemente rilanciata nelle biblioteche e nelle scuole elementari giapponesi.
[info da wikipedia.com]

Info Festival della Legalità

Peppino Impastato; 1977

Peppino Impastato; fotografato nel 1977

Paola Franco; foto di Edoardo Pivi

Paola Franco; foto di Edoardo Pivi

Info Paola Franco:

Classe 1970, vive a Torino.
Esercita la professione di educatrice con donne vittime di maltrattamenti e bambini di ogni età.
Dal 2012 lavora presso Associazione Gruppo Abele di Torino curando attività per bambini, famiglie e scuole.
Si occupa anche di illustrazione.

Pubblicazioni:
Au gré des vagues; Editions Grandir F 2012
Il vecchio faggio; Kamishibai – Artebambini Edizioni I 2014
L’uomo che misura le nuvole; Kamishibai – Artebambini Edizioni I 2014
Baleja Keelut; Callis Editora BR 2015
Courage; Affiche La maison est en carton F 2014
Che barba; Edizioni Paoline 2017

Esposizioni:
Paratissima XII – Torino 2016 I

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